In parlamento e al governo

Nel corso della sua lunga attività parlamentare (1983-2013) ha concorso a molti e diversi provvedimenti legislativi, di indirizzo e controllo: dai primi passi a Montecitorio, ottenendo il finanziamento di 600 miliardi di lire per l'informatizzazione della giustizia; sino alle più recenti norme anticrimine sulla Banca dati del DNA, o all'introduzione della "cedolare secca" per gli affitti. Ha svolto a più riprese la funzione di capogruppo parlamentare.
Per il suo impegno in materia ambientale, è stato eletto Coordinatore Nazionale dei Verdi italiani e in seguito leader del Gruppo parlamentare. Ambientalista riformatore, è stato nominato Ministro per l’Ambiente e le Aree Urbane del Governo Ciampi, per poi dimettersi dopo due giorni, nel 1993.
Designato alla guida della coalizione di centro-sinistra, L’Ulivo, ha sfidato nel 2001 Silvio Berlusconi nella corsa alla Presidenza del Consiglio. Durante la campagna elettorale “L’Ulivo per Rutelli” recuperò nei consensi ben dieci punti percentuali e ottenne oltre 16 milioni 400mila voti, perdendo la competizione elettorale per una differenza dell’1.4 %.

Il nuovo partito “La Margherita – Democrazia è Libertà” ottenne in quelle elezioni 5.4 milioni di voti. Rutelli ne è stato eletto Presidente, poi riconfermato nel 2004 e nel 2007.
Nel 2006 Rutelli è stato nominato Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro per i Beni e le Attività Culturali del governo Prodi, ricevendo anche la Delega per il Turismo, settore strategico di cui spesso si è occupato, specialmente per le politiche di sviluppo e competitività economica e di promozione del turismo culturale.
Quel governo portò il debito pubblico italiano al minimo storico degli ultimi 25 anni, sotto il 100% del PIL, e restituì credibilità all’Italia anche sui mercati internazionali (come indicatore, lo spread tra titoli di Stato italiani e Bund tedeschi era attorno a 30 punti). Come vicePremier e leader della Margherita, Rutelli ha promosso e fatto adottare politiche economiche e sociali innovative, quali la portabilità e rinegoziabilità dei mutui; la sensibile riduzione del "cuneo" fiscale per le imprese; la 'quattordicesima' per le pensioni più basse.

Alle elezioni generali del 2006 La Margherita-DL ha eletto 120 parlamentari, ed ha quindi contribuito nel 2008, con forte impegno di Rutelli, alla nascita del Partito Democratico.
Nel 2009 Rutelli ha lasciato il partito per la prevalenza delle precedenti posizioni della sinistra, mantenendo tuttavia buone relazioni politiche e personali. A causa del comportamento dell'ex-tesoriere de La Margherita, la storia e i traguardi raggiunti dal partito sono stati per un breve periodo messi in ombra; ma subito gli inquirenti, e poi i giudici in primo e secondo grado ed infine presso la Corte di Cassazione hanno limpidamente stabilito che la Margherita è stata vittima dei reati di appropriazione indebita e Rutelli vittima di calunnia.
Con la sentenza definitiva, emessa nel Dicembre 2017, è stata ottenuta la confisca del maltolto, con la sua diretta attribuzione allo Stato Italiano; inoltre, sono stati donati dal partito al Ministero dell'Economia - una "prima" nella storia della politica italiana - ben 6,5 milioni di euro dal residuo attivo della Margherita.

Tra di essi, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.